Nell'ambito della 58° edizione di Stresa Festival, la Compagnia Simona Bucci in prima assoluta presenta Preludi e Fughe - Geografia antropica, concerto in forma scenica su musica di Dmitri Šostakovič, 24 Preludi e Fughe Op. 87, eseguiti dal vivo dal pianista di chiara fiama internazionale Roberto Prosseda. Il progetto, commissionato e coprodotto da Stresa Festival, per volere del suo Direttore artistico Gianandrea Noseda e del Consulente artistico Carmelo Di Gennaro, vede la firma della coreografa Simona Bucci e la presenza in scena di sette danzatori uomini, tra cui i danzatori storici della Compagnia.

Il debutto di Preludi e Fughe - Geografia antropica si terrà venerdì 30 agosto alle ore 20.30 a Verbania, presso Il Maggiore.

 

PRELUDI E FUGHE
Geografia antropica

CONCERTO IN FORMA SCENICA - prima assoluta

Musica Dmitri Šostakovič: 24 Preludi e Fughe Op. 87 (1, 5, 7, 12, 13, 14, 16, 24)
Eseguiti dal vivo da Roberto Prosseda
Coreografia Simona Bucci
Interpreti Luca Campanella, Daniel Cantero, Roberto Lori, Carlomauro Maggiore, Paolo Mereu, Giovanni Scarcella, Hal Yamanouchi
Allestimento scenico e costumi Simona Bucci
Light designer Gabriele Termine
Direttore di scena Saverio Cona
Organizzazione e distribuzione Marika Errigo
Comunicazione e promozione Giedre Bagdziunaite
Progetto grafico Valeria Cossu
Produzione Compagnia Simona Bucci
Commissione e coproduzione Stresa Festival
Con il contributo di MIBAC, dip. dello spettacolo dal vivo, Regione Toscana
Residenza PARC Performing Arts Research Center / Fondazione Fabbrica Europa per le Arti Contemporanee
Si ringrazia Fabio Bacaloni

 

Dmitri Shostakovich è una delle voci più ispirate e peculiari tra i compositori del Novecento. Ha dimostrato come sia possibile comporre musica di profonda originalità e indipendenza poetica, dosando sapientemente sarcasmo, ironia, be a, in un clima spesso incantato e irreale. I 24 Preludi e Fughe Op. 87 (1950-51) sono l’opus magnum di Shostakovich e hanno lasciato un segno profondo nel repertorio pianistico del Novecento. Scritti in un linguaggio essenzialmente tradizionale, spesso derivato direttamente da esempi bachiani (in particolare dai 48 Preludi e Fughe del Clavicembalo ben temperato), suonano ancor oggi estremamente moderni. I contenuti emotivi si basano non tanto su idee musicali intrinseche, quanto soprattutto su riferimenti “metamusicali”, ossia su stilemi e modelli preesistenti che il pianoforte è perfettamente in grado di far riemergere alla memoria dell’ascoltatore.
Questo meccanismo consente a Shostakovich di adottare una complessa simbologia, spesso legata a mondi arcani ed esoterici, per rendere atmosfere di grande intensità, in cui con uiscono il grottesco e il tragico, il misticismo e lo sberleffo. Dal punto di vista squisitamente musicale, tali abissi espressivi sono raggiunti grazie a un uso attento e selettivo dell’armonia: l’autore spesso riduce la frequenza delle modulazioni per soffermarsi su determinate tonalità, prediligendo sequenze accordali spesso dettate più da esigenze coloristiche che non da una logica strutturale. Anche la scrittura pianistica segue un analogo criterio, andando a scavare nelle regioni più gravi dello strumento, o indugiando su particolari risonanze che esaltino una percezione dilatata dello spazio e del tempo. Si crea così una realtà incantata in cui la lentezza dei tempi assume una connotazione di sospensione, e le complesse sovrapposizioni delle voci suonano come ineluttabili disegni del fato.

[Roberto Prosseda]

 

We did not come to remain whole.
We came to lose our leaves like the trees, Trees that start again,
Drawing up from the great roots.

[Robert Bly]

 

Le atmosfere dalla musica di Šostakovič evocano luoghi dell’essere, stati di ombra, aneliti, ma anche giochi, leggerezza e sogno. Panorami emotivi, tessiture e tasselli di una unità della molteplicità. Sette presenze maschili condividono con il pianista uno spazio e un tempo, nel costante inarrestabile mutamento del divenire. Testimoni di frammenti di realtà distillati dall’esperienza e natura individuale. I gesti trovano identità e definizione dall’osservazione e dall’analisi delle forme originarie delle esperienze del singolo e della collettività. Identità affermate ma pronte a negarsi in favore del cambiamento, ponendosi pensieri e coltivando i dubbi più che le certezze.

[Simona Bucci]

 

INFO E PREVENDITA:

www.stresafestival.eu

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