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DISTANCE-DANCERS IN QUARANTINE è un progetto online che ribalta il valore della distanza, trasformandola in materia connettiva e vuole dimostrare che siamo molto più ‘legati’ di quanto abitualmente percepiamo, coinvolgendo pubblico e performers in un viaggio attivo alla ricerca di questi legami.

E' interessante come quello che ci accomuni sia il dovere stare a distanza. Un ossimoro e un punto di partenza: la distanza ci unisce, è un filo che ci lega attraverso lo spazio che non possiamo solcare. Ma può diventare visibile questo legame? Può diventare esso stesso un soggetto? Lo posso raccontare, immaginare, toccare con mano? Lo posso utilizzare per danzare? E può essere utile la consapevolezza di tessere continuamente danze invisibili con il mondo nella nostra vita quotidiana?

Provando a tirare quel filo è nato questo progetto che si interroga sulla natura dei legami che ci uniscono e su come poterli raccontare e rendere soggetto performativo sfruttando creativamente il momento presente e trasformando i suoi limiti in risorse progettuali.

Evento online gratuito su prenotazione
Seminario per max 10 partecipanti
27 e 28 DICEMBRE 2020
dalle 11.30 alle 13.30 e dalle 15:30 alle 17:00

Il seminario si articolerà in due giornate di lavoro, entrambe suddivise in due fasi. Un primo momento sarà dedicato all’approfondimento su specifiche tematiche - l’ascolto e la percezione degli stimoli interni ed esterni al corpo, l’utilizzo dell’immagine e dell’immaginazione nella composizione istantanea, la relazione con lo spazio attraverso la distanza - e alla creazione di materiale video secondo specifiche modalità. Il secondo momento sarà invece dedicato alla re-visione collettiva del materiale prodotto durante la prima fase e allo scambio di feedback per riflettere sulla visibilità e sulle motivazioni alla base del progetto.

Al termine del seminario verrà organizzato una performance online aperta al pubblico in data da concordare.

Per partecipare al seminario è necessario avere a disposizione una piattaforma remota (computer o ipad) e un dispositivo di ripresa (cellulare o altro) dal quale i filmati ripresi possano essere facilmente condivisi e inviati. Per i musicisti è vivamente consigliato avere una scheda audio o un registratore con i quali registrare ed editare l’audio da inviare. Agli iscritti verranno fornite indicazioni più dettagliate .

Info e prenotazione obbligatoria
camillagiani79@gmail.com - 3931872692
www.dancersinquarantine.com


CAMILLA GIANI: danzatrice e coreografa con una laurea in architettura, si forma tra Firenze e Berlino in danza contemporanea (Tecnica Nikolais con Simona Bucci e Paolo Mereu, contact improvisation con Alessandro Certini e Charlotte Zoerbey) e danza Butoh principalmente con Yumiko Yoshioka. Ha approfondito lo studio con Roberto Castello, Julie Ann Stanzak, Kaya Anderson, Maria Rosa Villoresi, Tadashi Endo, Atsushi Takenuchi e Ken May e ha lavorato per Company Blu, Aldes, Ten Pen Chii art Labor, Compagnia Simona Bucci e Zaches Teatro. Nel 2012 si radica a Firenze dove avvia il suo lavoro personale come coreografa ed insegnante, proseguendo stabilmente le collaborazioni con Yumiko Yoshioka e Compagnia degli Istanti/CSB. Dal 2015 è regista e organizzatrice di un progetto di fusione tra Danza Butoh e Contemporanea che porta nel 2016 al debutto di Me/moire (spettacolo del quale cura la regia con coreografie di Yumiko Yoshioka) e vari altri lavori, ultimo dei quali la presentazione al Moving Bodies Festival di Torino del solo SPROUT. Nel suo lavoro educativo e performativo fonde le tecniche e il linguaggio contemporaneo con la profondità di intenzione e la chiarezza di immagini del Butoh. L’esigenza di riconquistare il corpo, di espandere i limiti dello spazio e di creare dei luoghi di possibilità per la mente attraverso i quali sia possibile far accadere un cambiamento sono le direzioni in cui si muove il suo lavoro a seguito dell’impatto con la situazione attuale. Dopo la precedente fase     di esplorazione più orientata verso l’estetica e la dinamica del Butoh e la ricerca di un punto di connessione tra quest’ultimo e il linguaggio contemporaneo, nasce il desiderio di ricercare una semplificazione, una comprensione del valore del messaggio creativo e una sua collocazione sia sociale che personale. La sua passione per la comprensione della struttura e della funzionalità del corpo la portano a sviluppare il suo metodo educativo posturale (Movimento Sensibile) nel quale confluiscono le tecniche apprese e il suo personale approccio al movimento.

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