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11 Febbraio 2017 Ore 17,30
Centro per l'arte contemporanea Luigi Pecci, Prato

Siamo figli di un’eredità trascorsa e testimoni di un disegno universale, sordi osservatori della mobilità del divenire. Dinanzi all’incerto, alla scelta, alle possibilità la risposta dell’uomo è il silenzio e l’abbandono all’inevitabile legge della natura. Ananke. Spazio ignoto e materia ancestrale. Un filo che conduce, che rivela e determina un destino comune. Fato ineluttabile. Tre donne, tre entità, madri di tutte le creature, generatrici di tutto ciò che è stato, che è e che sarà. 

Regia e interpretazioneMartina Belloni, Maria Vittoria Feltre, Susannah Iheme, Francesca Valeri
MusicaAlberto Maria Gatti
VideoEdoardo Berti

 Small Talk di Gruppo M.U.D

 

Regia, coreografia e interpretazione Martina Belloni, Maria Vittoria Feltre, Susannah Iheme, Francesca Valeri
Musica Alberto Gatti
Disegno luci Gabriele Termine
Costumi Matteo Pecchioli
Co-produzione Compagnia Simona Bucci
Con il sostegno di Murmuris Teatro e Versiliadanza nell'ambito del progetto Flow - residenza creativa multipla e anche di CC e del Vivaio dl Malcantone nell'ambito del progetto 2routes to employement / il mestiere dell'arte.

Il progetto sperimentale intende riflettere sull'attuale dinamica delle relazioni umane, in particolare il rapporto dell'uomo con la tecnologia. L'utilizzo dell'oggetto tecnologico dà luogo a nuove forme di comunicazione. Esso è un formidabile strumento che apparentemente “libera” l’uomo, riducendo tempi e spazi, avvicinando le persone attraverso l’essere in continua “connessione”. Al tempo stesso, però, sviluppa nuove ossessioni legate al controllo, favorisce rapporti virtuali, a discapito di rapporti umani.
Conversazioni e relazioni diventano quindi un grande Small talk in spazi aridi, finti, sintetici, di scarso interesse e contenuto, dove si vorrebbe interagire senza avere nulla da comunicare.Small talk ha in sé anche un'accezione tecnico-informatica, riferendosi ad un linguaggio di programmazione orientato alla simbiosi dell'umano con il calcolatore.
Il lavoro rappresenta esso stesso un progetto dove danza, musica, luce e tecnologia collaborano in un proficuo connubio avviato fin dalla fase iniziale d’ideazione e sperimentazione.