Coreografia: Roberto Lori
 

foto Brutto Anatroccolo RID resized

Liberamente ispirato al “Il brutto anatroccolo”.

Parte recitate a cura di: Fabio Bacaloni
Interpreti: Fabio Bacaloni Roberto Lori
Co-produzione: Compagnia Simona Bucci
Musica: AAVV
Con il sostegno di: Ministero dei Beni Culturali e le Attività Culturali-Dip. dello Spettacolo e Regione Toscana
 
Fascia d’età consigliata: 3-8 anni
 
Durata: 55 minuti
 
LA TRAMA DELLA FIABA ORIGINALE

Nel nido di mamma anatra tutte le uova si erano aperte, tranne uno. Così,mentre i suoi graziosi anatroccoli gialli già pigolavano tra l'erba, mamma anatra si impegnò a covare ancora l'uovo chiuso, finché non si aprì. Ne uscì un anatroccolo grigio e sgraziato. Benché tutti deridessero l'ultimo nato, mamma anatra aveva fiducia: nuotava bene, era di buon carattere e sarebbe cresciuto. Se non era bello, pazienza, in fondo per un maschio è un fattore secondario... Ma per il piccolo la situazione non era facile: galline e anatre lo urtavano, il tacchino lo impauriva, il fattorelo prendeva a calci e i suoi fratelli non perdevano occasione per deriderlo e maltrattarlo. Il brutto anatroccolo decise di scappare, ma le cose non migliorarono. Una gallina gli chiese se sapeva deporre le uova e un gatto gli chiese se faceva la ruota come i tacchini. Lui non era in grado di fare niente ditutto ciò. Si allontanò ancora una volta, mentre l'inverno cominciava a gelare gli stagni. Furono mesi lunghi e duri, ma alla fine il sole tornò a riscaldare la terra e sullo stagno illuminato l'anatroccolo si fermò ad ammirare la grazia di tre cigni superbi. Posato lo sguardo sull'acqua, si accorse che la sua immagine era identica alla loro. Mentre i tre cigni gli andavano incontro per accoglierlo, un ragazzo dalla riva lodò la sua eleganza. Lui, il brutto anatroccolo, era diventato uno splendido cigno.

LA TRAMA DELLA NOSTRA MESSA IN SCENA

Tra le uova che si stanno per schiudere una è diversa dalle altre: è più grande, è di color diverso, ha una forma meno regolare delle altre, che una volta schiuse svelano piccoli anatroccoli gialli e graziosi, mentre da questo uovo esce un essere grigio, spelacchiato, sgraziato nei movimenti e troppo alto per essere un anatroccolo. Un brutto anatroccolo che subito viene rifiutato dagli altri che lo vedono diverso da loro e lo allontanano dal loro gruppo; trovandosi da solo e rifiutato comincia un viaggio. Sul suo percorso incontra tanti personaggi: omini piccoli piccoli che sanno stare dentro spazi piccolissimi e lo sfidano a fare lo stesso, ma lui è diverso da loro e non può entrare in quegli spazi così piccoli, ma sa occupare grandi spazi e distendere il suo corpo in forme grandissime. Agli omini non importa che lui sappia fare queste cose e lo trovano goffo e si allontanano da lui lasciandolo nuovamente solo. Poi incontra dei personaggi sottilissimi come dei pali che si muovono in modo rigido, tutti di un pezzo, e cerca d’imitarli, ma lui è morbido e flessuoso e loro lo scacciano. Così è tutto il suo percorso, ogni volta incontra personaggi e nature diverse; ognuno con delle abilità particolari convinti che le loro siano le caratteristiche migliori e non riconoscono come tali le qualità diverse dalle loro. Il brutto anatroccolo prova e riprova ad essere uguale agli altri, a muoversi e agire come loro, perché pensa che le sue abilità non valgano quanto quelle degli altri. Vorrebbe essere come loro, vorrebbe essere parte di un gruppo. Solo e sconsolato comincia a muoversi e i suoi movimenti così estesi e flessuosi, leggeri e dinamici, i suoi balzi e i suoi giri improvvisamente creano una danza magnifica unica e speciale, come magnifico, unico e speciale è ognuno di noi. 

LE TEMATICHE PRINCIPALI

Spettacolo concepito per un pubblico giovane (dai 3 agli 8 anni) che ruota attorno alla figura del Brutto anatroccolo come metafora del concetto di diversità e accettazione di se stessi e degli altri, il superamento delle proprie paure e vulnerabilità. Il disagio del brutto anatroccolo, questo suo sentirsi diverso e rifiutato, rende il personaggio riconoscibile ad ognuno, perché ogni bambino è...un brutto anatroccolo! L’infanzia è il periodo della vita in cui molto spesso ci sentiamo inadeguati, inquesta fase si ricevono continuamente critiche; dagli adulti come: sei pigro, sei pasticcione, sei timido, sei pauroso, sei cattivo, etc., dai coetanei: appellativi come sei grasso, sei brutto, sei stupido, ecc. Alcuni di questi appellativi renderà il personaggio più vicino alle nature di tutti noi, eroi quotidiani costituiti da forze e debolezze. La fragilità del nostro personaggio diventerà la chiave per il raggiungimento dell’intento. Questa fiaba è un invito coraggioso a non tradire mai ciò che si è, anche quando non si ricevono conferme dagli altri. L'anatroccolo potrebbe, in qualche modo, rassegnarsi alla sua situazione, vivere passivamente le criticheche riceve e incassarle. Al contrario non si ferma e continua la ricerca di se stesso: c'è una forza istintiva in questo piccolo, che lo porta a non arrendersi: il suo peregrinare è il simbolo della sua natura che non ha alcuna disponibilitàa "omologarsi". La ricerca della propria individualità è la forza che lo nutre. Protetti da caratteristiche e comportamenti condivisi, ci si può riconoscere,fortificare e crescere. Comprendere però, che sono le differenze che possono unirci e creare la vera forza del gruppo, facendo tesoro delle nostre peculiari caratteristiche, ci fa diventare adulti.