Coreografia e ideazione scenica: Simona Bucci

drago

Liberamente ispirato alla leggenda di San Giorgio e il drago
 
interpreti: Roberto Lori, Carmelo Scarcella, Frida Vannini
musica originale: Paki Zennaro
costumi: Massimo Missiroli
disegno luci: Andrea Margarolo
scenografia: Angelo Linzalata
coproduzione: La Corte Ospitale - Rubiera, Fondazione I Teatri di Reggio Emilia
con il sostegno di: Regione Toscana; Civitanova Danza - AMAT
fascia di età consigliata: 5 - 8 anni

 

Spettacolo concepito per un pubblico giovane (dai 5 agli 8 anni) che ruota attorno alla figura di San Giorgio e il Drago come metafora del bene che vince il male ma riletta in chiave antieroica dove in realtà il coraggio e la forza di combattere il male nascono solamente dalla consapevolezza delle proprie debolezze. Gli elementi che rappresentano la paura, la pigrizia, l'indecisione, la vulnerabilità... diventano simbolicamente corazza e coraggio di un cavaliere quotidiano.

I personaggi sono tre: Giorgio e i suoi due compagni d'avventura, Meda la sua amica e l'asino parlante Gaso.

Giorgio e Meda sono due giovani allegri e giocosi se non fosse per la pigrizia di Giorgio, la sua indolenza, la sua mancanza di coraggio, non ama l'avventura preferisce la comodità della sua tenda, il tepore della sua coperta e la morbidezza del suo cuscino, è goloso e vuole sempre mangiare.

Meda invece è curiosa non sta mai ferma vuole conoscere il mondo e finisce per infilarsi in situazioni difficili.

Gaso, è un vecchio asino saggio e un po' arcigno che tratta Giorgio con fare sarcastico perché infastidito dalla sua natura, ma sarà proprio Gaso a convincere Giorgio ad andare in soccorso dell'amica in pericolo e ci riuscirà non trasformandolo in un cavaliere senza paura, ma facendogli fare tesoro della sua natura vulnerabile e realizzare che il grande mostro una volta affrontato non è poi così mostruoso.

Lo schema tradizionale del cavaliere coraggioso che si espone in prima persona per salvare la debole fanciulla che troviamo nella tradizione cristiana e nel mito di S. Giorgio, è già presente nella mitologia classica, con Andromeda salvata da Perseo in volo su Pegaso, da qui nasce il gioco dei nomi dei personaggi: AndroMeda e PeGaso.