INAUGURAZIONE STAGIONE DELLA DANZA

A LASTRA A SIGNA CON DOPPIO APPUNTAMENTO

INTERROGAI ME STESSO di Simona Bucci / Compagnia Simona Bucci

NON E' COSA DA TUTTI di Paola Vezzosi / Compagnia Adarte

 

 

 

Foto Interrogai me stesso web     INTERROGAI ME STESSO  

     Produzione: Compagnia Simona Bucci
  
     Coreografia: Simona Bucci
     Interprete: Hal Yamanouchi
     Ideazione scenica e costumi: Simona Bucci
     Disegno luci: Gabriele Termine
     Organizzazione: Marika Errigo

    Con il sostegno di: MiBACT, dip. dello spettacolo dal Vivo; Regione Toscana
     Residenza: Le Murate Progetti Arte Contemporanea
     

 

 Una pratica d’osservazione nelle acque sempre diverse di uno stesso fiume.
 Necessità di questionarsi sull’imponderabile, sull’impermanenza attraversando alcuni frammenti di Eraclito.Frammenti che come  stanze di un’unica infinita casa ci immergono nel dubbio invece che nella certezza. Dubbio che diventa possibile veicolo all’impossibile percorso della conoscenza.Unità dei contrari fondata sulla legge del divenire della realtà; Nulla è.Tutto è uno, uno è tutto.Come prepararsi all’imprevisto, all’inaspettato? Come prepararsi all’ordinario, al quotidiano? Quanto la ripetizione delle pratiche del vivere possono diventare importante esercizio per porsi domande, per divenire. Vivere la ripetizione come un accadimento nuovo, modificato e modificabile nella sua percezione.

 

DSC 5410 ridotta   NON È COSA DA TUTTI
  


   Regia coreografia e interpretazione: Paola Vezzosi
   Disegno luci: Luca Chelucci
   Costumi: Qualcosa é cambiato di Mariantonietta Davoli
   Voce narrante: Camilla Catani
   Direzione organizzativa Giada Volpi
   Musiche: Vinicio Capossella e AA.VV.
  Testi: Alda Merini

   Produzione ADARTE con FONDAZIONE TEATRO DELLA PERGOLA di Firenze
  Col sostegno di: MIBACT Direzione Generale per lo spettacolo dal vivo
  REGIONE TOSCANA Settore Spettacolo


  Non è cosa da tutti è l'ultima tappa di una ricerca creativa che include e rielabora le tappe precedenti liberandone il potenziale. La prima parte del percorso, l'assolo Santissima dei Naufragati, ballata senza gioia, recita di un Mea culpa ossessivo per un peccato senza movente, per un fallimento scelto e cercato, trova approdo fecondo e risonanza in alcune pagine de L'altra verità Diario di una diversa di Alda Merini. 
Il diario intimo di una donna che ha pagato la sua diversità col ricovero in manicomio e ne ha vinto l'abominio strappando per sé una sopravvivenza che sapeva di meritare, si offre come valida incarnazione di quell'inno alla fragilità. 
Stralci del vissuto dell'autrice danno corpo e palesano l'habitat di una voce in cerca di redenzione. L'azione, mossa dal tentativo ripetuto e vano, lontano da ogni successo, lo sforzo senza esito e ostinato, trovano una continuità, quasi una logica, nella follia.


"Anche la pazzia merita i suoi applausi"
Alda Merini