Compagnia Abbondanza/Bertoni
Le fumatrici di pecore

un progetto di Antonella Bertoni
regia Michele Abbondanza
coreografie, scene e costumi Antonella Bertoni
con Patrizia Birolo e Antonella Bertoni
luci Andrea Gentili
organizzazione e ufficio stampa Dalia Macii e Francesca Leonelli
produzione Compagnia Abbondanza/Bertoni
coproduzione Provincia Autonoma di Trento
con il sostegno di Ministero per i Beni e le attivita' culturali – dip. Spett. dal vivo; Comune di Rovereto - Assessorato alla Cultura
un ringraziamento speciale a Mimma Villari

Da sempre affascinati dalle forme e dal multiforme, iniziamo una collaborazione con un'interprete straordinaria ("fuori dall'ordinario"): lei portatrice sana di una diversa abilità, noi portatori malati della nostra salute. Proveremo a scambiarci le rispettive portate. (M.A.)

Ho conosciuto Patrizia Birolo in una serie di incontri laboratorio tenuti per la compagnia teatrale La Girandola di Torino. Guardandola lavorare ho colto con intensità quanto un corpo e una persona potessero esprimere un umore "ballerino". Mi è parso di intravedere la sua vita essere una mancanza della sua vita, e questo ha causato in me un disorientamento. Da qui il desiderio di scrivere una partitura con lei. Un viaggio tra le immagini è sempre un incantamento, dove il cammino tra un essere e l'altro si fa più corto.
Le sequenze coreografiche, le brevi storie di relazione, saranno occasioni preziose per riscrivere altre più vecchie storie. Senza descrivere né commentare, registreremo gli accadimenti come specchi puliti, pellicole vergini, superfici vuote senza perdere l'incertezza, cosa preziosa della vita. (A.B.)

Nello spettacolo che io faccio ci sono molte azioni ad esempio la Ninna Nanna e quando abbraccio Antonella e il testo cantato e la danza col tutù e l'Ipoop e le Grazie eccetera (io ho bisogno di ricordare tutto!). Le mie opinioni sul palcoscenico sono molto interessanti anche la lezione che insegna Antonella e le mie azioni che io faccio come ballerina e come attrice poi io ho trovato molto interessante le mie attenzioni verso il lavoro che sto svolgendo e imparando a stare dritta con la schiena e giù con le spalle e mento davanti camminare lentamente e piano e cantare ad alta voce sennò non si sente un tubo al microfono il pavimento è spazioso e grande abbastanza per muovermi nello spazio e quando parlo uso la voce normale e le persone mi capiscono la danza deve essere lenta e non tremare ma resistere a stare non ferma ma a muovermi nello spazio senza avere timore di nessuno devo essere orgogliosa del lavoro che ho imparato qui in teatro.(P.B.) (Abbiamo lasciato il testo così come P.B. l'ha scritto)